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N.E.E.T. Nuove Esperienze Educative Di Trasformazione

Ad aprile 2018 il TURMED ha dato il via al progetto N.E.E.T., realizzato in coprogettazione con l’Assessorato al Welfare del Comune di Napoli, Servizio infanzia e adolescenza.
Al progetto ha collaborato l’artista di arte muraria Jorit Agoch, noto per i suoi volti iperrealistici realizzati in Italia e all’estero. Gli adolescenti sono stati coinvolti in un workshop con l’artista, che ha avuto come risultato la realizzazione di un murales nel quartiere di Pianura, oltre che ad incontri in aula per conoscere l’arte muraria e apprenderne le tecniche. Il progetto prevede, inoltre, l’attività di parkour. L’obiettivo di questa pratica fisica, che coinvolge il corpo a livello olistico, è unico e semplice: seguire un percorso in linea retta, superando qualsiasi ostacolo ti si pari davanti, con la maggior efficienza di movimento possibile.

Questo nuovo sport porta con sé degli aspetti davvero interessanti dal punto di vista pedagogico: innanzitutto a differenza degli sport come il calcio, la pallavolo ecc., il playground del parkour è la città, e la voglia per chi lo pratica di riappropriarsene; In questo senso, il parkour esprime sia la sua natura “boundaryless”, priva di confini, sia la sua tendenza a creare un legame “diversamente” consapevole con il territorio. Altro aspetto del parkour è l’assenza di competizione (esterna): il traceur non deve gareggiare contro altre persone, né lo deve fare per un premio, una medaglia, o dei punti in classifica… insomma non ha rinforzi esterni né un avversario da battere. Egli gareggia per sé stesso econtro sé stesso. Compete con le proprie paure e i propri limiti sia dal punto di vista fisico (allenandosi a stare a proprio agio nella fatica) che psicologico (rielaborando le proprie credenze rispetto a sé e al proprio corpo): ogni ostacolo è un’opportunità per mettersi alla prova.

Tra le attività co-progettate con gli adolescenti, ritroviamo anche la breakdance, una disciplina che ha sempre prediletto la componente liberatoria e di improvvisazione della danza, è il frutto di una continua ricerca espressiva: i breakers rappresentano una rottura con i generi di danza precedenti, non solo per la tipologia di movimenti ma anche per la loro tendenza ad uscire dagli schemi contravvenendo alle regole. Ogni ballerino arricchisce la danza col suo tocco personale, si abbandona totalmente alla musica, spinge il corpo al limite e ne fa lo strumento principale della sua creatività.

Infine, l’associazione offre ai giovani del territorio, la possibilità di accedere gratuitamente allo studio di registrazione dell’associazione. Grazie al coinvolgimento di un rapper napoletano Oyoshe, che supporta i ragazzi in studio, e li segue nella composizione di musiche e testi, i ragazzi e le ragazze coinvolte acquisiscono competenze musicali, e apprendono l’importanza di coltivare le proprie passioni con studio, dedizione e impegno. Queste quattro discipline appartengono tutte al mondo dell’Hip Hop, un linguaggio sviluppato tra i giovani, in cui il concetto di “crew” (gruppo di appartenenza), e il suo caratterizzarsi come esperienza condivisa, rispondono alle esigenze proprie del periodo adolescenziale, quando è forte la necessità di identificarsi in altri gruppi che possano sostituire la propria famiglia.